
Il paradosso della democrazia
Il concetto di dittatura è facile da comprendere: IO COMANDO – tu obbedisci.
Per contro l’essere umano da tempo immemorabile si sta arrovellando il cervello per trovare una forma di governo, alternativo alla dittatura, che sia altrettanto intuitivo. La parola democrazia, (dal greco dêmos ‘popolo’ e -kratía ‘potere’) e nacque nel VI° sec.a.C. ad Atene dell’antica Grecia, dove i cittadini (uomini liberi e nati ad Atene) partecipavano direttamente alla gestione della cosa pubblica e si affermò in modo più maturo con le riforme di Clistene intorno al 508 a.C.
Per venire a tempi appena più moderni, la democrazia con rappresentanti eletti, si sviluppa molto più tardi, con la Rivoluzione Francese e con gli Stati di Diritto. Tuttavia dopo quel famoso 1789, sono fatti numerosi tentativi migliorativi ma il meglio che si potuto raggiungere è una rappresentazione concettuale chiamata Democrazia Rappresentativa. Secondo quanto riportato dal Garzanti Linguistica, “La Democrazia Rappresentativa è la forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo, che la esercita direttamente o mediante rappresentanti liberamente eletti.“
Quindi si può intendere che la Democrazia Rappresentativa sia uno strumento che da una parte evita che una persona possa sopraffare l’altra e, dall’altra, impedisce ai cittadini di essere sopraffatti da una figura superiore a loro. In altre parole, la democrazia tutela le persone dalla tirannia (governo esercitato in maniera dispotica) e dall’anarchia, (mancanza di un governo).
Allora è un sistema perfetto? È un’idea complicata a dirsi, e ancora più complessa metterla in pratica perché il suo funzionamento richiede la partecipazione attiva e informata di tutti i cittadini.
Dunque il paradosso della democrazia sta proprio nella difesa dell’imperfezione.
La democrazia accetta e difende queste sue imperfezioni bilanciandole con la libertà individuale e collettiva, dunque difende i diritti fondamentali e pone la possibilità di correggere gli errori, rendendo il sistema intrinsecamente non perfetto ma capace di auto-correzione e di adattamento.
Ecco alcuni aspetti del paradosso:
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La fragilità del consenso: La democrazia si basa sul consenso, ma gli elettori sono spesso divisi da opinioni, valori ed interessi contrastanti, che possono portare a disaccordi e conflitti.
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L’imperfezione dei cittadini-elettori: I cittadini-elettori non sono infallibili; possono essere influenzati dalla disinformazione, dal populismo o da interessi di parte, il che possono portare a scelte politiche chiamiamole “sub-ottimali”.
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La necessità di vigilanza costante: Affinché la democrazia rimanga forte e funzionante, è necessaria una vigilanza costante da parte dei cittadini e delle istituzioni per proteggere i diritti e le libertà.
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La capacità di auto-correzione: La democrazia permette la discussione e il dibattito, rendendo possibili modifiche e correzioni di leggi e politiche, riflettendo la sua natura imperfetta ma adattabile al sistema.
In sostanza, il paradosso della democrazia non sta nel fatto che questa sia un sistema perfetto, ma il suo successo dipende proprio dalla sua capacità di accogliere e gestire l’imperfezione umana.
Queste mappe ci fanno meglio apprezzare il significato di democrazia.

Questa del 1800 già “a occhio” ci fa constatare quanto fosse limitato il numero di Stati democratici nel mondo. Costatiamo che solo gli Sati Uniti, il Regno Unito, la Francia, il Marocco, l’Oman, l’Afghanistan e la Cina avevano adottato questo sistema.

In questa seconda mappa, aggiornata al 2022, possiamo cogliere i passi in avanti nella diffusione della democrazia, fino a comprendere tutto il mondo occidentale.
Quali sono i traguardi più tangibili degli Stati che hanno adottato la democrazia?
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La libertà personale è aumentata;
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I cittadini sono più istruiti e più sani;
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I cittadini non soffrono di carestie;
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I cittadini godono di uno sviluppo economico più elevato rispetto a quelli dalle autarchie.
Scusate se è poco!





