Cari lettori, i primi ad utilizzare l’aggettivo «totalitario» furono alcuni esponenti dell’antifascismo italiano (i liberali Giovanni Amendola e Piero Gobetti, il socialista Lelio Basso, il cattolico Luigi Sturzo), che a partire dal 1923 intesero denunciare la politica del fascismo e indicarne la sua specificità. Le radici del termine sono da rintracciare nel concetto di guerra totale applicato all’esperienza della Grande Guerra. Il totalitarismo, applicato al comunismo, al fascismo e al nazismo, costituisce un riferimento anche per la storiografia attuale che è chiamata a cogliere con la necessaria attenzione le differenze tra i regimi.
Vediamo che fine hanno fatto i più famigerati dittatori più vicini alle nostre realtà.
Benito Mussolini – Adolf Hitler
Benito Mussolini, che governò l’Italia dal ’22 al ’43, venne poi catturato e fucilato il 28 aprile del ’45, due giorni prima del suicidio di Adolf Hitler che invece governò la Germania dal gennaio ’33 fino al 30 aprile del ’45.
Sulla loro vita tutti credono di sapere tutto, quindi non mi dilungo, tuttavia aver appeso a testa in giù il corpo di Mussolini insieme a quello della sua amante, Claretta Petacci a Milano in Piazza Loreto è stata una caduta di stile che i partigiani si potevano risparmiare.
Vidkun Quisling – Norvegia
Visto il caos della seconda guerra mondiale, il norvegese Vidkun Quisling, fascista e feroce antisemita, incontrò Hitler e lo esortò a invadere la Norvegia, cosa che Hitler fece nell’anno successivo. Quisling colse l’invasione come l’occasione perfetta per prendere il potere e rimase dittatore della Norvegia per periodo in cui questa venne occupata dai nazisti.
In Norvegia a tutt’oggi il nome Quisling, è sinonimo di “traditore”.
Quando la Norvegia fu liberata, nel ’45, Quisling fu processato per crimini di guerra e giustiziato.

Ion Antonescu – Romania
Anche Ion Antonescu salì al potere in Romania all’inizio della seconda guerra mondiale, formando nel 1940 un’alleanza con Hitler prendendo tutti i poteri come dittatore.
Nella sua nazione è stato responsabile della pulizia etnica attraverso massacri e campi di sterminio e della morte di 400.000 ebrei e rom. Nel 1944 fu rovesciato dal re Michele I di Romania. Fu processato per crimini di guerra e fucilato nel 1946.

Nicolae Ceausescu – Romania
Il popolo rumeno, non contento di ciò che aveva passato con Ion Antonescu, nel 1965 favorì l’ascesa al potere di Nicolae Ceausescu, uno dei più famigerati e odiati dittatori dell’epoca moderna.
Noto per avere una delle forze di polizia segreta più temute dell’URSS, famigerata per la sua oppressione e per le violazioni dei diritti umani. Ceausescu ha fatto morire di fame il suo popolo sperperando miliardi di prestiti, rendendo la Romania l’unico paese europeo in cui la fame e la malnutrizione non solo erano diffuse, ma in continuo aumento.
Nel 1989, i disordini civili crebbero fino alla ribellione e Ceausescu fuggì da Bucarest con sua moglie. Arrestati, dopo il processo, vennero giudicati colpevoli di crimini contro lo Stato e condannati a morte. Sono stati giustiziati il giorno di Natale del 1989. Ancor oggi Il filmato dell’esecuzione viene ogni anno trasmesso dalla TV rumena.
António Salazar – Portogallo
António de Oliveira Salazar governò il Portogallo dal 1933 al 1968 come capo indiscusso dell’Estado Novo, un regime autoritario considerata una delle dittature più longeve dell’Europa contemporanea.

Salazar venne deposto nel 1968, ma nessuno ebbe il coraggio di dirglielo!
Per cui fino alla sua morte, volenterosi membri del governo gli portarono a casa documenti di palazzo per fargli credere che lui fosse ancora a capo della nazione. Ricevette anche visite organizzate, in cui veniva trattato come fosse il capo del governo. Salazar è l’unico dittatore moderno che si potrebbe vantare, se fosse vivo, di esser morto senza sapere di essere stato deposto.
Muammar Gadhafi – Libia
Sull’altra sponda del Mediterraneo circa negli stessi anni, il 1969 precisamente, Muammar Gheddafi prende il potere guidando un colpo di stato che rovescia la locale monarchia e guida la Libia per i successivi 42 anni. Rimuove partiti politici, governo e i sindacati, si fa chiamare “Fratello Leader“ e divenne incredibilmente ricco grazie alle abbondanti royalty delle riserve petrolifere della Libia.
Il popolo libico nel 2011, ispirato dalla Primavera Araba, scende in piazza per protestare contro la dittatura corrotta e le forze armate di Gheddafi reagirono con una violenza sproporzionata, La ribellione crebbe e i combattimenti proseguirono per sei mesi, anche con il sostegno della Francia. Nell’agosto di quell’anno, i ribelli si impadronirono di Tripoli e posero fine alla sua dittatura. Due mesi dopo Gheddafi fu trovato e giustiziato.

Saddam Hussein – Iraq
Saddam Hussein è salito formalmente al potere nel 1979, sebbene fosse già de facto il capo dell’Iraq da diversi anni e represse il popolo iracheno attraverso la violenza e la paura, mostrando ogni disprezzo per la legge e i diritti umani fondamentali.
Il governo di Saddam è stato caratterizzato da numerose pulizie etniche tra cui circa 250 000 uccisioni arbitrarie, in particolare tra i movimenti sciiti e curdi e sanguinose invasioni nei vicini Iran e Kuwait. Nel 2003, l’Iraq venne invaso dagli Stati Uniti e Hussein sembrava scomparso in mezzo al caos. Passarono sette mesi prima che i soldati americani lo trovassero, letteralmente nascosto in una buca nel terreno. A Baghdad Saddam Hussein fu processato per crimini di guerra e condannato a morte per impiccagione.
Dunque i fatti ci dicono che il mestiere del dittatore non conviene,
è decisamente troppo rischioso.
Il signor Vladimir Putin è stato avvertito.
Poi non ci venga a dire che non ne sapeva nulla…
Ad maiora semper







