
I tesori segreti sotto il suolo di Roma
“I Romani de Roma” e anche tanti turisti non si rendono conto che ogni giorno camminano sopra venti metri di storia stratificata in 2800 anni.
Le viscere di Roma sono ancora custodi di tanti tesori, dei quali solo una modesta parte è stata portata alla luce e, ogni volta che si scava, sotto ogni strada, ogni palazzo, dietro il muro di ogni cantina si può trovare un pezzo dell’antica Roma.
L’attuale piano di calpestio sotto i piedi di noi romani, rispetto all’originaria superficie, risalente ai primi insediamenti dei nostri antenati, è spessa circa venti metri.
Perché ci sono tanti tesori sotto il suolo di Roma?
Intanto va ricordato che la roccia su cui è distesa la città di Roma è tufo di origine vulcanica e gran parte dei manufatti architettonici furono realizzati scavando direttamente in questa tenera roccia.
Stratificazione e costruzione.
Dai primi insediamenti urbani di Roma ad oggi sono passati circa 28 secoli e la città si è accresciuta senza posa, ma sempre nello stesso perimetro murario. I detriti degli edifici crollati o bruciati non solo non venivano smaltiti, ma erano usati come basi per le costruzioni soprastanti, pertanto gli edifici del passato si sono sviluppati gli uni sugli altri alzando la quota stradale e, di conseguenza strade, fontane, dimore patrizie sono diventate sotterranee e attendono di tornare alla luce.
Esondazioni del Tevere.
Per secoli, sino alla costruzione dei muraglioni del Tevere avvenuta alla fine del XIX° secolo, le esondazioni del fiume erano rituali e praticamente ogni anno invadevano la città trasportando fango e melma che si depositava “seppellendo” il passato.
Caduta dell’impero romano d’occidente.
Molte antiche dimore furono abbandonate, le strutture “tecniche” come cisterne per la raccolta d’acqua, fognature, acquedotti caddero in rovina e molti templi pagani divennero le basi per la costruzione di nuove chiese cristiane e di nuovo trasformate in luoghi di culto. Poi, in età rinascimentale e barocca, queste cavità sotterranee, ancora una volta, cambiarono funzione diventando cave per estrarre la pozzolana (elemento fondamentale della malta per la costruzione di dimore e palazzi dell’epoca).
Oggi pertanto, magari durante gli scavi per la costruzione delle linee della metropolitana o costruendo un semplice parcheggio sotterraneo, il sottosuolo della capitale diventa una miniera archeologica. Vengono rinvenuti cunicoli intricati, acquedotti ancora funzionanti, ricche dimore sotterranee, antichi luoghi di culto, catacombe, per cui è facile immaginare che quello che si trova nelle viscere di Roma è altrettanto affascinante di ciò che brilla sotto il sole. Gli archeologi e speleologi urbani ci dicono che è difficile stabilire quanto siano estesi i siti sotterranei, ma la loro estensione può essere quantificata in molti chilometri.
Ma per godere queste meraviglie della Roma sotterranea non è necessario essere uno speleologo o archeologo perché molti di questi tesori sono visitabili come un qualsiasi museo. Vi cito alcuni siti negli anni da me visitati.
La Basilica di San Clemente. Si trova a cinque minuti a piedi dal Colosseo e il suo complesso architettonico sotterraneo, come pochi altri, ci fa comprendere i diversi livelli sotterranei del passato di Roma. All’interno dell’attuale basilica del XII° secolo troviamo magnifici mosaici e affreschi del rimo Rinascimento, ma scendendo sotto la chiesa attuale ne troviamo un’altra del IV° secolo che contiene al suo interno alcuni degli affreschi medievali più belli del mondo del VIII° e IX° secolo e un coro marmoreo del VI° secolo. Ma l’emozione diventa unica quando raggiungi il livello più profondo entrando in un tempio mitraico del I° secolo con l’altare dedicato al dio Mitra e, attraverso uno stretto vicolo si arriva in un grande quanto inaspettato edificio pubblico, attorno al quale scorrono ancora le acque perdute dell’antica Roma.

San Martino ai Monti. Sempre sul colle Oppio troviamo anche questa Basilica che ti permette di scendere nel “Titolo di Equizio“, l’antichissima basilica paleocristiana del IV° secolo costruita da Papa Silvestro I°. Qui si può camminare tra le stanze dove si celebravano i riti quando la religione cristiana aveva appena ottenuto la libertà di culto. Gli affreschi e le decorazioni originali ti trasportano in un’epoca di fervore religioso e trasformazione sociale.
Stadio di Domiziano (Sotterranei). È incredibile pensare che sotto l’elegante Piazza Navona si nasconda uno dei monumenti più imponenti dell’antica Roma: lo Stadio di Domiziano costruito nell’86 d.C. Questo è stato il primo stadio in muratura della capitale e poteva ospitare fino a 20.000 spettatori per le gare atletiche e i combattimenti anche navali. L’area archeologica si trova a circa 5 metri sotto il livello stradale e conserva perfettamente la forma ellittica che ha dato origine all’attuale piazza ed è in gran parte visitabile.
Le Cave del Tempio di Claudio. Sul Celio, proprio nei pressi della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, altro complesso archeologico sotterraneo particolarmente affascinante, si trova una delle meraviglie più nascoste di Roma sotterranea. Va detto che Agrippina, moglie dell’imperatore Claudio, nel 54 d.C., dopo averlo avvelenato lo onorò dedicandogli un tempio collocato su un podio di dimensioni gigantesche (180 x 200 metri): il Tempio del Divo Claudio. L’attività estrattiva delle cave utilizzate per la costruzione del gigantesco Tempio continuò per secoli, creando un complesso di gallerie che oggi ospita 16 pozzi e due laghetti sotterranei dall’acqua cristallina e di un azzurro intenso forse alimentati da una falda acquifera naturale.

Vicus Caprarius (Città dell’Acqua). Parlando di acque sotterranee, vicino alla Fontana di Trevi a nove metri di profondità, sotto il rione Trevi si nasconde un altro tesoro sotterraneo: il Vicus Caprarius, “La Città dell’Acqua“. Camminando tra i resti di una lussuosa domus imperiale troviamo il castellum aquae dell’Acquedotto Vergine, voluto da Agrippa e inaugurato nel 19 a.C. e dopo venti secoli è l’unico acquedotto ad essere ancora funzionante. Lungo 20 chilometri, di cui 18 sotterranei, questo sistema di captazione, oltre a nutrire la fontana di Trevi, alimenta anche la Barcaccia di Piazza di Spagna e la fontana dei Fiumi a Piazza Navona. Nei secoli, alcune ramificazioni dell’acquedotto si sono svuotate e trasformate in cunicoli, ma sotto l’ospedale Forlanini, a una profondità di circa 10 metri c’è un altro lago sotterraneo, uno specchio d’acqua limpidissima di 40 metri di diametro e profondo più di 7 che, in qualche modo, è collegato all’Acquedotto Vergine.

Le Catacombe. Un viaggio nella Roma sotterranea non può concludersi senza parlare di Catacombe. In origine queste erano cave di tufo scavate dai fossori, schiavi specializzati che lavoravano allo scavo muniti di una specie di piccone, detto upupa e, una volta dismesse dai romani, vennero date in uso ai cristiani come luoghi cimiteriali, poiché la religione cristiana ormai accettata, non consentiva la cremazione. Questi cimiteri sotterranei ricchi di incisioni simboliche, affreschi e sarcofagi scolpiti, risalgono al II° sec. d.C. e furono poi ampliati per secoli, testimoniano la fede e le tradizioni dei primi cristiani.
Le Catacombe di San Callisto sono considerate le più importanti di Roma, con oltre 20 km di gallerie su quattro livelli, dove sono collocate le tombe di nove papi del III° secolo. Le Catacombe di Priscilla, dette “Regina delle Catacombe”, custodiscono i più antichi affreschi mariani conosciuti. Qui fu sepolto papa Marcellino e molti martiri dei primi secoli. La catacomba di San Sebastiano è il più antico luogo di culto dei martiri Pietro e Paolo.

Si potrebbe ancora raccontare delle Domus Romane del Celio, della Basilica Sotterranea di Porta Maggiore, dei Sotterranei di San Nicola in Carcere, di Santa Cecilia in Trastevere, della Domus aurea, dell’insula dell’Ara Coeli, della Caserma dei legionari di Porta Metronia e di tanto altro ancora, ma forse ne parleremo una prossima volta.
Ad majora semper
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