LA PASQUA NELLE RELIGIONI PRE-CRISTIANE

Origini e significato religioso della PASQUA

          La festa della Pasqua ha origini più ricche e intrecciate di quanto si possa pensare. Si tratta di una ricorrenza che ha attraversato culture e religioni: una festa che ha assunto significati e forme diverse nel corso dei millenni: vediamo come e perché.
          La Pasqua nelle religioni precristiane era legata ai cicli naturali e celebrava la rinascita primaverile, la fertilità e il trionfo della luce sull’inverno. Tutti questi culti mediorientali, come quelli di Osiride/IsideSemiramide/Tammuz e Cibele/Attis, solo per citarne alcuni, hanno tutti grandemente influenzato la religione cristiana.

Culto di Osiride e Iside

          Sono figure centrali delle religioni precristiane, prima nel contesto egizio e poi in quello ellenistico-romano. Osiride, venerato come dio dell’oltretomba, della fertilità e della vegetazione, il suo culto incarnava il ciclo di morte e rinascita legato ai ritmi dell’agricoltura e del fiume Nilo.  Eccone alcuni punti chiave:
Il Dio “Morto e Risorto”: Secondo la mitologia egizia, Osiride fu assassinato e smembrato dal fratello Set, per poi essere ricomposto e riportato in vita dalla moglie Iside. Questa resurrezione lo rese il sovrano del regno dei morti e la garanzia di una vita eterna per i fedeli.
Il mito agricolo e religioso: Osiride simboleggiava la vegetazione che muore in autunno/inverno e rinasce in primavera. Rappresentato con la pelle verde, simboleggiava la fertilità del Nilo e il grano che germoglia. La germinazione del grano simboleggiava la resurrezione di Osiride e la promessa di una vita eterna dopo la morte.
Diffusione: Il culto di Osiride, spesso associato a quello di Iside, si diffuse notevolmente nel Mediterraneo e nel Mondo Greco-Romano tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. dove divenne popolare come culto misterico che prometteva la vita eterna.
Il culto di Osiride precede di oltre 3000 anni la religione cristiana

Culto di Semiramide e Tammuz

           Affonda le radici nella Mesopotamia già nel III millennio a.C. e successivamente si diffuso in tutto il Medioriente. È considerato l’omologo mesopotamico del dio greco Adone, entrambi rappresentano il giovane dio amante che muore tragicamente.
Semiramide da vergine il 25 marzo concepisce suo figlio che poi nascerà il 25 dicembre;
Tammuz, figlio di Semiramide, dio della vegetazione e della fertilità, simbolo della forza vitale muore, viene sepolto in una tomba e poi risorge.
Il mito di morte e rinascita: Il culto celebrava la discesa di Tammuz negli inferi, provocando il blocco della fertilità sulla terra e la successiva resurrezione simboleggiava il mutamento stagionale: la Pasqua la cui data cambiava ogni anno. (era la I° domenica che segue il novilunio successivo all’equinozio di primavera.)
Simbolismo: La figura di Tammuz si colloca all’interno dei culti misterici precristiani incentrati sulla rigenerazione della natura e sulla speranza di una vita oltre la morte.
Il culto di Semiramide e Tammuz precede circa 1500 anni il Cristianesimo.

Culto di Cibele e Attis

          Cibele era la Grande Madre, quindi prima fra gli Dei e gli uomini, la mai nata, l’eterna. Come tutte le Dee mediterranee e asiatiche era vergine, ma nel senso antico cioè non era sottoposta all’uomo, ma non si asteneva dall’accoppiamento. Anche tra i Romani la vergine (“virgo intacta”), era una donna senza marito.
            Cibele partorì un figlio, Attis, senza il concorso del maschio. Questi crebbe e da adulto e divenne, accanto alla madre, una Divinità venerata ma a lei sottoposta. Quando Attis si innamorò di una ninfa, la figlia del re Mida, la madre Cibele per vendetta lo fece impazzire e Attis si evirò. La madre con strazio seppellì i genitali di Attis, che divenne il Dio della vegetazione che ogni anno muore e resuscita.
            Il Rito: Divenne il dio che nasce come seme al solstizio di inverno, poi muore come seme ma si rigenera come pianta all’equinozio di primavera. Le cerimonie si svolgevano all’equinozio di marzo quando veniva ricordata la morte di Attis, con nove giorni di digiuno ed astinenza, dopo i quali, il 25 marzo, si celebrava la resurrezione del Dio, collegata al risveglio primaverile della natura. Fino al III-IV secolo d.c. le feste di Cibele e Attis si svolsero anche a Roma nei giorni intorno all’equinozio di primavera.
Il culto di Cibele precede di oltre 700 anni la religione cristiana
Connessioni Pasquali.  Gli studiosi hanno individuato molte analogie tra questi antichi miti della rigenerazione e quelli primaverili della fertilità con il simbolismo pasquale della di morte/resurrezione. Sebbene la Pasqua ebraico-cristiana abbia radici storiche differenti, le analogie individuate tra gli antichi miti di morte/resurrezione di questi culti mediterranei (Osiride in Egitto, Adone in Grecia, Tammuz in Mesopotamia e Attis in Asia Minore) e il simbolismo pasquale sono incontrovertibili.

Culto della Pasqua ebraica

          In origine questi riti erano legati all’attività pastorale e agricola delle popolazioni nomadi del Medioriente per offrire a Dio le primizie del gregge e i primi raccolti della terra, tra cui il frumento.  Di seguito la Pasqua ebraica assunse un nuovo significato celebrando la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana e il passaggio “Pesach” del mar Rosso sotto la guida di Mosè.
 Tra i simboli più significativi della Pasqua ebraica c’è il pane azzimo, simbolo che rimanda alla veloce fuga degli ebrei dall’Egitto al punto da non avere il tempo necessario alla lievitazione del pane. Durante la Pasqua odierna viene rievocata l’asprezza della schiavitù con la consumazione di pane azzimo, erbe amare e la salsa Charoset per ricordare le gioie e i dolori del popolo ebraico.
Il culto della Pasqua ebraica precede di oltre 1500 anni la religione cristiana

Culto della Pasqua cristiana

          Tutti sappiamo che la Pasqua cristiana celebra il passaggio dalla morte alla risurrezione di Gesù Cristo e simboleggia la redenzione, la speranza di vita eterna e la nuova alleanza tra Dio e l’umanità. Come per il culto di Semiramide la data della Pasqua cambia ogni anno. (la I° domenica che segue il novilunio successivo all’equinozio di primavera.)
           I simboli principali della Pasqua cristiana includono l’ulivo (ingresso in Gerusalemme), l’agnello (sacrificio di Cristo), la croce (dolore/vittoria sulla morte), l’uovo (vita nuova/ risurrezione), il cero pasquale (Cristo/luce), la colomba (pace/Spirito Santo).

 

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