Non esistono libri da “spiaggia” ma ci sono libri che sopravvivono alla spiaggia.

Non esistono libri da “spiaggia”, ma ci sono libri che sopravvivono alla spiaggia.

Racconto di Paolo Tittozzi – 2 minuti di lettura
           Giugno è il mese in cui tutti cominciano a scegliere cosa portarsi in valigia.
Le vetrine delle librerie si tingono di copertine col mare, si riempiono di “letture da ombrellone“, e per alcune settimane sembra che esista solo un genere: il libro da spiaggia, comodo, leggero, dimenticabile. Una cosa da consumare tra un bagno e l’altro.
            L’estate è la stagione perfetta per rilassarsi e godersi il tempo libero, con il suono delle onde che si infrangono dolcemente sulla riva, il sole che ti scalda la pelle, il piacere della lettura ti permette di staccare completamente dalla routine quotidiana e cosa c’è di meglio che farlo con un buon libro sotto l’ombrellone?
Leggere in spiaggia non è solo un modo per trascorrere il tempo, ma un’esperienza che arricchisce la mente e l’anima. Ogni pagina ti trasporta in altre vite, ti regala emozioni e riflessioni, rendendo ogni momento sotto l’ombrellone speciale e significativo. Con un libro tra le mani, hai la possibilità di viaggiare in mondi lontani, vivere avventure emozionanti o semplicemente perderti in storie d’amore appassionanti.
            Miei cari lettori vi ho raccontato una bugia gentile. E come tutte le bugie gentili, portano sulla cattiva strada chi ci crede.
          Leggere in spiaggia potrebbe essere meraviglioso se non fosse complicatissimo. Sole è cocente, la sabbia s’infila dappertutto, qualcuno che ti urla a tre metri, bambini che tentano di seviziarti ma sono delle “anime innocenti”, la musica “a palla” che arriva allo stabilimento, tutti si improvvisano campioni di beach volley, hai la tentazione di mollare il libro a ogni capoverso. La spiaggia è la peggiore condizione di lettura possibile. E proprio per questo è la miglior prova.
          Il libro da spiaggia è pensato per un lettore distratto. Il libro vero è quello che ti tiene inchiodato anche nel disastro della spiaggia e vince sul piano che conta: ritmo, attacco, leggibilità, è così solido da reggere anche la sciatteria di un lettore distratto. È molto diverso.
            La spiaggia è la prova del nove.

          La spiaggia potrebbe essere il momento per cominciare ad amare la lettura, ma come si fa? Come posso amare la lettura?
Come posso amare la lettura? È semplice, basta leggere dei libri che ti danno emozioni, riflessioni e, perché no, fughe dalla realtà.  Un libro è capace di fare tutto questo e molto di più: la domanda piuttosto dovrebbe essere: «Come puoi non amare la lettura?»
            Da dove debbo cominciare?
Per chi non sa cosa leggere consiglio di andare in una qualsiasi libreria e vi assicuro che sarà come essere davanti ad un banco di sfiziosi antipasti in un ristorante. Ti avvicini indeciso su quali scegliere e allora leggi le recensioni, guardi le copertine, le dimensioni dei caratteri e magari anche il formato del libro. Non ne sei ancora consapevole ma in te pian piano sta nascendo l’interesse per la lettura. Scegliamo un libro con leggerezza, magari prendiamone più di uno solo cercando di soddisfare alla tua curiosità e sicuramente uscirai dalla libreria almeno con un paio di libri.

 Avvicinarsi “distrattamente” all’amore per la lettura significa liberarsi dall’obbligo scolastico della lettura per riscoprire il piacere dell’incontro casuale e quando ciò avviene tutto diventerà spontaneo, leggero. Per innamorarsi dei libri senza quasi accorgersene, si può sabotare la solita routine attraverso piccoli stratagemmi quotidiani perché il “leggere” non deve essere un percorso rigido, dobbiamo sganciare la lettura dal concetto di “prestazione” per farci ritrovare la curiosità iniziale e praticare quando vi va il sacrosanto diritto all’abbandono. Il libro non è un contratto. Se dopo venti pagine non scatta la scintilla, chiudi passa oltre senza farti alcun senso di colpa.
Non partire dai dai libri considerati “importanti” dalla critica, ma dai la priorità a quello che ti attrae indipendentemente dal genere e se poi questo libro supera anche la prova “ombrellone” allora il gioco è fatto.

 

Ad majora semper

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