PAPA BENEDETTO IX, IL PAPA BAMBINO

Papa Benedetto IX, il papa bambino

          Lo Stato Pontificio, ovvero l’insieme dei territori su cui la Santa Sede esercitò il potere temporale dei papi dal 756 in poi, è il periodo che con superficialità viene liquidato da molti come “l’età dei secoli bui” ci racconta un’infinità di episodi spesso nascosti ai più tra cui la vicenda che oggi desidero narrarvi.
          L’XI° secolo, era un’epoca in cui Roma era dominata da famiglie nobili e moralmente poco esemplari. Il loro obiettivo principale era il papato, perché il Papa aveva ogni potere anche a livello territoriale. Per conquistare quel potere, ogni clan familiare cercava di insediare nella Sede di Pietro il candidato che più conveniva ai suoi interessi particolari e le famiglie potenti ricorrevano a tutto senza alcuno scrupolo compresa la corruzione degli elettori del Sommo Pontefice.
          Il fatto che vi riferisco riguarda un fanciullo di una nobile stirpe, i conti di Tuscolo che allora a Roma spadroneggiavano e consideravano la cattedra di Pietro, una eredità familiare, facendone all’occorrenza merce di scambio. La nobile famiglia dei Tuscolani aveva già dato alla Chiesa gli ultimi due pontefici, Benedetto VIII e Giovanni XIX, a riprova dell’elevato grado di potenza che essa aveva raggiunto.
            Teofilatto figlio di Alberico III (conte di Tuscolo, di Galeria, Preneste e Arce, console, duca e patrizio dei Romani e conte del Sacro palazzo Lateranense) nasce in data ignota. Molti storici affermano che l’infante nacque tra il 1007 e il 1012 e già da bambino ricevette la nomina a cardinale da parte di papa Benedetto VIII, suo zio.
Fu eletto papa per volere del padre con il nome di Benedetto IX° il 21 ottobre 1032 ma fu consacrato il 1º gennaio 1033 e regnò sino al 1045 come 145º papa della Chiesa cattolica.

          Ma Benedetto IX aveva davvero 12 anni?

          Che Teofilatto avesse 12 anni quando fu eletto papa non ci sono prove certe è più probabile che fosse un ragazzotto di 18 -25 anni, si può comunque affermare che Benedetto IX è stato tra i papi più giovani della storia.  Ma la storia di Benedetto IX non finisce qui, anzi è appena cominciata.
           A detta dei detrattori dei Tuscolo, quel ragazzo avrebbe condotto durante il pontificato una vita scandalosa, fu accusato di essere un sodomita e di aver stuprato diverse giovani donne, comportamento di sicuro non in linea con la missione di un sommo pontefice. Ma anche se questo non fosse accaduto immaginate quale esempio e quale immagine potesse dare al clero un ragazzotto vestito da papa anche se guidato da saggi consiglieri. Nonostante ciò Benedetto IX, strumento in mano a chi esercitava realmente il potere, rimase sul trono per circa dodici anni, sino alla fine del 1044 quando i romani, fomentati dalla rivale famiglia dei Crescenzi si sollevarono contro lo strapotere dei Tuscolo e lo deposero in modo clamoroso costringendolo alla fuga da Roma, per trovare rifugio in una rocca di famiglia sul monte Cavo.
La famiglia  dei Crescenzi dopo alcuni giorni pose sul trono pontificio il loro candidato, Giovanni Crescenzi Ottaviani, che fu consacrato papa con il nome di Silvestro III il 20 gennaio 1045.
          Comunque dopo meno di un anno dalla detronizzazione, le lotte intestine fra le famiglie romane riportarono a Roma il giovane Benedetto il quale espulse il suo rivale Silvestro III e rientrò trionfalmente nelle stanze papali come 147º papa.
Tuttavia questa vittoria che non lo rese soddisfatto sino in fondo. Perché ingabbiarsi nelle regole liturgiche, sottostare ad un pesante cerimoniale quando invece al di fuori la vita scorreva alla grande e se ne potevano gustare a piene mani gli aspetti più piacevoli?
Ecco allora la soluzione al suo dilemma.
Benedetto IX pur avendo ripreso subito in mano le redini del potere, forse per il desiderio di sposarsi o per altri motivi decise di abdicare. Erano in tanti ad aspirare al trono pontificio, ma lui convocò l’arciprete Giovanni Graziano della potente famiglia dei Pierleoni, ebrei convertiti al cristianesimo, particolarmente ricchi grazie all’usura che praticavano da almeno due generazioni ed erano penetrati nel cuore della Chiesa divenendone autorevoli esponenti.
A Benedetto interessava sciogliersi dal vincolo e godersi la vita, ai Pierleoni interessava il papato per cui lui propose all’arciprete uno scambio: il papa si vendeva la sua carica e Giovanni Graziano Pierleoni versava nei forzieri di Benedetto oltre 650 kg d’oro (pari a circa 70 milioni di euro attuali). Detto fatto. Il baratto venne concluso con soddisfazione di entrambi i contraenti e il presbitero Giovanni dei Graziani, fu incoronato papa col nome di Gregorio VI il 5 maggio 1045, ma anche questo papa, sebbene ben visto dal popolo, non avrà vita facile.
          Nel frattempo l’imperatore Enrico III, re dei Franchi Orientali, re d’Italia, re di Borgogna e imperatore dei Romani, animato da un profondo spirito di riforma della Chiesa e stanco di questo balletto papale convocò, nel dicembre 1046, il Concilio di Sutri invitando i tre papi a rispondere della grave accusa di simonia.
Benedetto IX non si presentò neanche al Concilio come pure Silvestro III, ma quest’ultimo già da tempo si era ritirato dalla vita pubblica, mentre Gregorio VI, attualmente papa in carica, ammise le proprie colpe venne caldamente incoraggiato a dimettersi, cosa che fece nella primavera del 1047.  Su volere dell’imperatore il vescovo tedesco Suitgero venne incoronato come papa con il nome Clemente II, ma il trono di Pietro non gli portò fortuna: morì improvvisamente nello stesso anno, il 9 ottobre 1047.
Il nostro Benedetto, che si era guardato bene di farsi vedere nei pressi di Sutri, forse pentito della vendita fatta o forse perché non andava d’accordo con la moglie, approfittò della sede vacante e, occupando la sede papale, salì per la terza volta sul Soglio pontificio l’8 novembre 1047 come 150° papa.
          L’imperatore Enrico III non apprezzò affatto il gesto e nel luglio 1048 dichiarò Benedetto decaduto fece eleggere papa il cardinale Poppone di Bressanone, con il nome di Damaso II che, con la forza, lo scacciò dai palazzi pontifici perché accusato di simonia. Benedetto si rifiutò di rispondere a quelle accuse e venne scomunicato.
A questo punto il destino di questo “brav’uomo” diviene oscuro; c’è chi dice che potrebbe essere morto attorno al 1065 nell’Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, altri studiosi ci dicono che continuò a cercare appoggi per un suo quarto ritorno, ma morì nel gennaio del 1055 o del 1056, altre fonti affermano invece che morì nel gennaio 1085.

 

           Non sarà stato per il comportamento di Benedetto e i suoi compari, ma è un fatto che il 16 luglio 1054, sei anni dopo i fatti che vi ho raccontati, la chiesa orientale ovvero l’impero romano d’Oriente pose fine al concetto di Cristianesimo unito e con lo Scisma d’Oriente venne sancita la definitiva separazione tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, non considerando più Vescovo di Roma adatto a rappresentare tutta la cristianità.
          Chi sa se questo argomento potrebbe essere oggetto di un altro racconto.
          Ad maiora semper

 

Questo blog non è una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità, non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.

 

 

Carrello