MA NON DOVEVAMO LASCIARCI MAI

Ogni estate, puntuale come un orologio, si ripresenta una delle piaghe più crudeli e inaccettabili della nostra società: l’abbandono degli animali domestici. Questo fenomeno, purtroppo, non sembra volersi arrestare, le associazioni animaliste ci segnalano che sono circa 100.000 gli animali che ogni anno vengono abbandonati e di questi circa 70.000 sono quelli abbandonati durante le vacanze estive e di questi, migliaia vengono lasciati in autostrada.
Ma come è possibile che, in un’epoca di grande sensibilità verso gli animali, ci si sporchi ancora di un atto così crudele?
Quasi una famiglia italiana su due convive con un animale domestico e di queste più di due su tre con un cane o un gatto, tuttavia, in tantissimi casi, l’adozione è basata sull’emotività e sull’improvvisazione. Nel pensiero comune prevale la convinzione che chiunque sia in grado di gestire un animale. NON È VERO. Gli animali domestici non sono degli oggetti e vanno accolti solo dopo aver ben riflettuto sulle responsabilità che questa scelta comporta. Il rispetto per la vita è una delle grandi conquiste dell’uomo moderno, è un segno di civiltà. Gli animali creano delle relazioni affettive verso gli uomini e un’interruzione brusca genera in loro una disperazione simile a quella umana. Gli animali da affezione abbandonati denotano in questa feccia umana non solo una forma disgustosa di crudeltà, ma spesso sottendono a un comportamento deviato, avvilente e disumano, oltre che incivile.
Perché si abbandona un animale domestico?
L’abbandono non nasce mai da una necessità ma dalla irresponsabilità della scelta, perché i proprietari non sanno come gestirli per cui accade che, con la stessa facilità con cui l’animale è stato accolto, venga poi messo alla porta e abbandonato. Non solo cani e gatti perché tra le vittime di questo crudele comportamento troviamo conigli, criceti, furetti e persino tartarughe e pesci. Anche rettili come iguane e serpenti, animali esotici, che richiedono cure particolari, vengono spesso lasciati al loro destino.
Impatto devastante. Mettiamoci per un attimo nei panni di un animale domestico abbandonato. Immaginiamo la paura, lo smarrimento e la solitudine che può provare un cane o un gatto lasciato improvvisamente in un luogo sconosciuto dopo che è stato abituato a vivere in un ambiente protetto, con un riferimento sicuro nel suo proprietario. L’abbandono lo priva di tutto questo, esponendolo a pericoli enormi come incidenti stradali, fame, sete, malattie e aggressioni da parte di altri animali. Gli animali abbandonati soffrono non solo fisicamente, ma causano anche traumi profondi, spesso irreversibili e, se non vengono soccorsi in tempo, nella totalità dei casi sono destinati ad una morte atroce: nel “migliore” dei casi un investimento veicolare, nel peggiore una dolorosissima fine per denutrizione.

Per disinformazione, ignoranza o peggio per insensibilità, l’abbandono estivo deriva dalla scomodità di scegliere vacanze adeguate che annoverino il cane come parte della famiglia. La mancanza di pianificazione è un’altra causa frequente come pure, altro motivo spesso citato, è il peso economico: alcuni ritengono che organizzare la custodia dell’animale durante le vacanze, attraverso pensioni canine sia troppo oneroso, ma allora perché hai adottato un animale? A volte, l’abbandono può derivare da un cambiamento improvviso nelle circostanze personali, come una crisi economica, un tracollo famigliare ma, invece di contattare le tante associazioni che offrono assistenza temporanea, il “padrone” smette di essere amorevole per trasformarsi in un individuo meschino che improvvisamente fa scendere dall’auto il proprio cane, magari in un posto di campagna abbandonata, scappando velocemente senza guardarsi indietro. Gli affetti, per questa gentaglia, sono visti quasi sempre come segno di debolezza per cui l’abbandono di un animale fa trionfare in loro stessi la loro presunta superiorità nell’apparente dominio delle emozioni e degli stati affettivi.
Quali sono le conseguenze legali per chi commette questo reato?
Per arginare il fenomeno da anni è stato introdotto il reato penale: l’Art. 727 del Codice Penale – (Abbandono di animali) “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, con il ritiro della patente di guida e con l’arresto fino a sette anni a seconda della gravità del reato.” La legge però, pur essendo severa, è poco applicata perché, come tutte le leggi, prevede l’onere della prova. L’introduzione del chip di riconoscimento ha solo parzialmente migliorato le cose visto che, anche nelle provincie più virtuose, solo il 50% dei cani ne è provvisto.

TU, COSA PUOI FARE SE ASSISTI A UN CASO DI ABBANDONO?
Denuncia alle forze dell’ordine i colpevoli raccogliendo tutti gli elementi utili ad individuare i responsabili (numero di targa, foto, video etc.). Il numero unico 118, istituito per intervenire a tutela del cittadino in situazioni di emergenza, non dovrebbe esitare a intervenire o, altrimenti, dare informazioni sugli enti a cui rivolgersi a livello locale oppure rivolgiti ai Carabinieri, N°112 o la Polizia, N°113.
Cosa puoi fare se vedi un animale abbandonato in autostrada?
- Per nessun motivo fermarsi in autostrada o cercare di inseguire l’animale;
- Chiamare il 113 e chiedere della Polizia Stradale che opera su quella autostrada;
- Indica la tua direzione e un riferimento preciso: l’uscita precedente o successiva; se non le ricordate indicate il chilometrico che appare nel guardrail centrale;
- Indicare il tipo di animale e il suo stato: vagante o investito.
Se vedi animali in stato di abbandono sulle strade statali?
- Se l’abbandono avviene in qualsiasi altro luogo chiamate il 113, fatevi passare il Comando di Polizia Municipale del Comune dove è avvenuto l’abbandono e segnalare il problema.






